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Permanenza e trasformazione in architettura : Gibellina e Salemi: città usate

  • Rodeghiero, Benedetta
El Objeto de la tesis son las ciudades de Gibellina y Salemi (valle del Belice, Sicilia), destruidas, en su totalidad o en parte, por un violento terremoto en enero de 1968. El objetivo de la tesis es estudiar la relación entre permanencia y transformación en la arquitectura de la ciudad a través del análisis de un caso extremo donde una catástrofe provoca una fractura repentina en la evolución, física y social, de la historia de un lugar. El proceso de reconstrucción evidencia como estos elementos se combinan en el proyecto arquitectónico y en el uso del espacio construido para que la ciudad se mantenga viva. En los últimos 40 años Gibellina y Salemi han sido un laboratorio de la arquitectura y de las ciencias humanas, en una dimensión analizable en un único estudio; el Belice un banco de pruebas para la cultura política y arquitectónica italiana, que no tenía, entonces, herramientas legislativas para actuar al margen de la cultura de la emergencia. Gibellina y Salemi son el sujeto de una investigación histórica que sitúa la mirada en el presente y en el uso. Las dos ciudades, física y social, dialogan: la primera cambia y requiere que lo haga también la segunda. ¿Cómo la historia interrumpida puede seguir su curso? ¿Cómo la conservación y la innovación de los elementos espaciales y culturales de una comunidad garantizan su supervivencia? ¿Cómo la memoria rememorada hace avanzar hacia el futuro? Estas preguntas nacen de unas hipótesis iniciales. La primera es que la construcción de la ciudad sea un proceso continuo donde territorio y sociedad son los términos de un diálogo constante. La segunda concierne al propio mecanismo de la catástrofe el cual no puede leerse solo como acontecimiento luctuoso, sino como portador de un punto de vista nuevo, de la oportunidad de hacer las cosas de manera diferente. La memoria, para acabar, cobra un papel fundamental combinando permanencia y transformación tanto en el proyecto de arquitectura como en el uso de la ciudad. Si el análisis de un caso concreto puede aclarar los mecanismos de producción, transformación y transmisión de la arquitectura en el tiempo, podremos entender, mediante él, cómo se mantiene a lo largo de la historia la conexión entre un territorio y su cultura. La tesis reordena las etapas de la reconstrucción y propone un punto de vista diferente con respecto a mucha literatura sobre Belice, situando el análisis del texto urbano en su específico contexto histórico, geográfico y cultural, sin expresar juicios a posteriori e investigando las razones contingentes de las elecciones llevadas a cabo. La tesis se compone de tres partes según una estructura cronológica clásica. En la primera se analiza el Belice según los parámetros de construcción y resistencia. La teoría del territorio como paisaje construido y culturalizado se refiere a la tradición italiana desde Assunto hasta Natarelli. La lectura de Rossi es fundamental para entender la ciudad como artefacto que evoluciona en el tiempo. La teoría sociogenética de Muntañola relaciona proyecto, territorio y sociedad, mientras que la psicología ambiental, Pol, ayuda a comprender lo urbano desde el punto de vista del sujeto que lo habita. El análisis de la arquitectura en el tiempo se hace a partir de la teoría del tipo como estructura que, en la tradición de Quatremère de Quincy, es releída y actualizada por Caniggia y Muratori en los setenta y, más recientemente, por Martí y Moneo. Para la reflexión sobre forma, figura y símbolo nos referimos a Colquhoun y para el concepto de espacio prototípico en psicología ambiental a Valera. Fuera de la arquitectura, la topología y la teoría psicogenética de Piaget sugieren un interesante punto de vista para entender la evolución del tipo en el tiempo. Con estas bases se identifican y describen los tipos urbanos y arquitectónicos fundamentales del Belice antes 1968. La segunda parte se apoya en los estudios de Muntañola sobre la poética en arquitectura y utiliza la teoría de las catástrofes del matemático René Thom para defender la duplicidad del concepto de catástrofe: como trauma y como solución. El análisis de estos puntos de vista aplicados a la arquitectura hace reflexionar sobre como “regla” y “modelo” intervienen en el proyecto de arquitectura en un contexto de destrucción de la forma urbana y disolución del contexto social al que pertenece. El estudio de los planes para Gibellina y Salemi ha sido hecho de acuerdo con esta nueva orientación. En la tercera parte, la teoría de la memoria de Ricoeur ayuda a entender como resistencia y transformación se entrelazan en los diferentes proyectos de reconstrucción a través de los elementos de topos, tipo y uso. La relación del texto arquitectónico con su contexto histórico y social se cumple en el “habitar reflexivo”., Oggetto della tesi sono le città di Gibellina e Salemi (valle del Belice, Sicilia), distrutte, nella loro totalità o in parte, da un violento terremoto nel gennaio del 1968. Obiettivo della tesi è indagare la relazione tra permanenza e trasformazione nell’architettura della città attraverso l’analisi di un caso estremo in cui una catastrofe opera una frattura repentina nell’evoluzione, fisica e sociale, della storia di un luogo. Il processo di ricostruzione mostra come i due elementi si combinano nel progetto architettonico e nell’uso dello spazio costruito per consentire alla città di mantenersi viva. Durante gli ultimi 40 anni Gibellina e Salemi sono state un laboratório dell’architettura e delle scienze umane, in una dimensione analizzabile in un unico studio; il Belice un banco di prova per la cultura politica e architettonica italiana priva, allora, di strumenti legislativi per operare oltre la cultura dell’emergenza. Gibellina e Salemi sono il soggetto di una ricerca storica, che situa lo sguardo nel presente e sull’uso. Le due città, fisica e sociale, dialogano: la prima si modifica e richiede che lo faccia anche la seconda. Come la storia interrotta prosegue il suo corso? Come la conservazione e il rinnovamento degli elementi spaziali e culturali di una comunità ne garantiscono la sopravvivenza? Come la memoria fa avanzare verso il futuro? Queste domande nascono da alcune ipotesi di partenza. La prima è che la costruzione della città sia un processo continuo in cui territorio e società sono i termini di un dialogo costante. La seconda riguarda il meccanismo stesso della catastrofe che non può essere letta solo come evento luttuoso, ma tale da portare con sè il germe costruttivo di un punto di vista nuovo, della opportunità di fare le cose diversamente. La memoria, infine, ha un ruolo fondamentale nel combinare permanenza e trasformazione tanto nel progetto di architettura come nell’uso della città. Se l’analisi di un caso concreto può far luce sui meccanismi di produzione, trasformazione e trasmissione dell’architettura nel tempo, potremo, per suo tramite, capire come il legame tra un territorio e la sua cultura si mantiene nella storia. La tesi riordina le tappe della ricostruzione e propone un punto di vista diverso rispetto a molta letteratura sul Belice, situando l’analisi del testo urbano all’interno del suo specifico contesto storico, geografico e culturale, senza esprimere giudizi a posteriori e indagando le ragioni contingenti delle scelte operate. La tesi si compone di tre parti secondo una struttura cronologica classica. Nella prima, si analizza il Belice secondo i parametri di costruzione e resistenza. La teoria del territorio come paesaggio costruito e culturalizzato si rifà alla tradizione italiana da R. Assunto fino a E. Natarelli. La lettura di A. Rossi è fondamentale per intendere la città come manufatto che si evolve nel tempo. La teoria sociogenetica di J. Muntañola relaziona progetto, territorio e società, mentre la psicologia ambientale, E. Pol, aiuta nella comprensione dell’urbano dal punto di vista del soggetto che lo abita. L’analisi della resistenza dell’architettura nel tempo viene a fatta a partire dalla teoria del tipo come struttura che, nella tradizione di Quatremère de Quincy, è riletta e aggiornata da G. Caniggia e S. Muratori negli anni ’70 e più recentemente da C. Martì e R. Moneo. Per la riflessione su forma, figura e simbolo ci siamo riferiti ad A. Colquhoun e per il concetto di spazio prototipico in psicologia ambientale a S. Valera. Al di fuori dell’architettura, la topologia e la teoria psicogenetica di J. Piaget suggeriscono un interessante punto di vista per capire l’evoluzione del tipo nel tempo. Su queste basi si identificano e descrivono i tipi urbani ed architettonici fondamentali del Belice prima del 1968. La seconda parte si appoggia agli studi di Muntañola sulla poetica in architettura e utilizza la teoria delle catastrofi del matematico R. Thom per sostenere la duplicità del concetto di catastrofe: come trauma e come soluzione. L’analisi dei due punti di vista applicati all’architettura fa riflettere su come regola e modello intervengono nel progetto di architettura in un contesto di distruzione della forma urbana e di dissoluzione del contesto sociale di appartenenza. Lo studio dei piani per Gibellina e Salemi è fatto a partire da questo nuovo orientamento. Nella terza parte la teoria della memoria di P. Ricoeur ci aiuta a capire come resistenza e trasformazione si declinano nei diversi progetti di ricostruzione mediante i tre elementi di topos, tipo e uso. La relazione del testo architettonico con il suo contesto storico e sociale trova compimento nell’abitare riflessivo., This thesis explores the cities of Gibellina and Salemi (Belice Valley, Sicily), which were entirely or partially destroyed by a major earthquake in January 1968. The aim of the thesis is to study the relationship between permanence and transformation in the architecture of the city by analysing an extreme case in which a disaster causes a sudden fracture in the physical and social evolution of the history of a place. The reconstruction process shows how these elements are combined in the architectural project and use of built-up space in order to keep the city alive. In the last forty years Gibellina and Salemi have been a laboratory for architecture and human sciences on a scale that can be analysed in one study. Belice is a testbed for Italian political and architectural culture which at that time did not possess the legislative means to act outside the emergency culture. Gibellina and Salemi are the subject of historical research focusing on the present and on use. Both cities, physically and socially, maintain a dialogue: the former changes and forces the latter to do so also. How can uninterrupted history continue its course? How do the conservation and innovation of the spatial and cultural elements of a community ensure its survival? How does remembered memory lead us into the future? All of these questions are borne out of initial hypotheses. The first is that the construction of a city is a continual process in which land and society are the terms of ongoing dialogue. The second concerns the mechanism of the disaster itself, which must not be seen merely as a painful event but as the bringer of a new perspective - the chance to do things differently. Finally, memory plays a key role by bringing together permanence and transformation both in the architectural project and in the use of the city. If analysing a specific case can shed light upon the mechanisms of production, transformation and transmission of architecture in time, we shall thereby be able to understand how the connection between a land and its culture is upheld through history. This thesis reorders the reconstruction stages and proposes a fresh point of view with regard to the bulk of the literature on Belice, placing the urban text analysis within its historical, geographical and cultural context without making judgements and exploring the underlying reasons for the choices made. It is split into three parts in the classical chronological structure. Firstly, Belice is analysed in terms of construction and resistance. The theory of territory as a built and culturalized landscape refers to the Italian tradition from Assunto to Natarelli. The reading of Rossi is vital to understanding the city as an artefact that evolves over time. Josep Muntañola’s theory of sociogenetics links project, territory and society, whilst Enric Pol’s work on environmental psychology provides insight into the urban from the perspective of its inhabitants. My analysis of architecture over time is underpinned by the theory of the type as structure which, in the tradition of Quatremère de Quincy, was revisited and updated by Caniggia and Muratori in the 1970’s and, more recently, by Martí and Moneo. I shall refer to Colquhoun on form, figure and symbol, and to Valera on the concept of prototypical space in environmental psychology. Moving beyond the architectural domain, Jean Piaget’s theory of psychogenetics provides a fascinating point of view for understanding the evolution of type in time. These are the underlying principles that have been taken to identify and describe the fundamental urban and architectural types in Belice before 1968. The second section is based on Muntañola’s studies on the poetic in architecture and uses mathematician René Thom’s catastrophe theory to support the twofold nature of the catastrophe concept: as a trauma and as a solution. The analysis of these points of view as applied to architecture leads to a consideration of how ‘rule’ and ‘model’ intervene in the architectural project in a context of destruction of the urban form and breakdown of the social setting to which it belongs. The plans for Gibellina and Salemi have been studied in accordance with this new direction. In the third part, Ricoeur’s memory theory is useful in understanding how resistance and transformation are intertwined in the various reconstruction projects through the three elements topos, types and use. The relationship between the architectural text and its historical and social setting is brought about by “reflexive inhabiting”.
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Nascita e sviluppo del sistema alta velocita' in Italia

  • Tomai, Francesco
- Introducciòn del Alta Velocidad ferroviaria in Europa - Direttissima Roma-Florencia - El sistema AV/AC italiano - La linea Tùrin-Lyon - Impacto comercial del Alta Velocidad
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Modelli di urbanizzazione costiera: morfologia e complessità strutturale, a scala urbana e territoriale, nella Regione Metropolitana di Barcellona, Models of urban coast: morphology and structural complexity in urban and territorial scale in Metropolitan Region of Barcelona, Modelos de urbanización costera: morfología i complejidad estructural, a escala urbana y territorial, en la Región Metropolitana de Barcelona, Models d’urbanització costanera: morfologia i complexitat estructura, a escala urbana i territorial, a la Regió Metropolitana de Barcelona

  • Colaninno, Nicolas
  • Roca Cladera, Josep
El trabajo se presenta como reflexión sobre la “forma” de diferentes tipologías de ciudades y acerca de las relaciones que las vinculan a un ámbito territorial, en una visión de desarrollo contemporáneo; con particular atención a la influencia que ejercita la cercanía al mar sobre los sistemas urbanos. El objetivo es delinear, gráficamente, esquemas de modelos a través de una operación de abstracción hecha sobre polígonos definidos por el proyecto CORINE Land Cover 2000; asignar, a cada esquema, valores numéricos a diferentes escalas, después de clasificar grupos distintos de asentamientos urbanos por medio de análisis estadísticos; reflexionar, finalmente, sobre los perímetros efectivos de interacción territorial entre los modelos definidos, puesto que, a lo largo de la costa mediterránea, los límites municipales se van difuminando a causa de las nuevas dinámicas urbanizadoras. Además se pretende estudiar conceptos como difusión y fragmentación urbana, “dibujando” dichos patrones de modelos de urbanización reconocibles sobre el territorio y estableciendo criterios de lectura lógico-conceptual de los fenómenos de desarrollo urbano., El treball es presenta com una reflexió sobre la “forma” de diferents tipologies de ciutats i les relacions que les vinculen a un àmbit territorial, en una visió de desenvolupament contemporani; amb especial atenció a la influència que efectua la proximitat al mar a través d’una operació d’abstracció feta sobre polígons definits pel projecte CORINE Land Cover 2000; assignar, a cada esquema, valors numèrics a diferents escales, després de classificar grups diferents d’assentaments urbans mitjançant anàlisis estadístics; reflexionar, finalment, sobre els perímetres efectius de la interacció territorial entre els models definits, donat que al llarg de la costa mediterrània, els límits municipals van difuminant-se a causa de les noves dinàmiques urbanitzadores. A més a més, es pretén estudiar conceptes com difusió y fragmentació urbana, “dibuixant” tals patrons de models d’urbanització recognoscibles sobre el territori i establint criteris de lectura lògica-conceptual dels fenòmens de desenvolupament urbà., The work is presented as a reflection on the "form" of different cities typologies and proximity the relationships that bind a territorial basis, in a contemporary vision of development, with particular attention to the influence of urban systems close to the sea. The objective is to delineate, graphically models through an operation of abstraction made on sites identified by Land Cover dataset of CORINE project for year 2000; allocate to each scheme, different scales of numerical values, after classifying different urban settlements groups by means of statistical analyses; showing, finally, on the effective perimeters the interaction between defined spatial models, because, along the Mediterranean coast, the municipal boundaries are blurring by the effect of the new dynamics developers. In addition seeks discussing concepts such as dissemination and urban fragmentation, "drawing" various patterns of recognizable urbanization models over the territory and establishing criteria for reading logical conceptual of the urban development phenomena., Peer Reviewed
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Modelli di urbanizzazione costiera: morfologia e complessità strutturale, a scala urbana e territoriale, nella Regione Metropolitana di Barcellona

  • Colaninno, Nicolas
El trabajo se presenta como reflexión sobre la “forma” de diferentes tipologías de ciudades y acerca de las relaciones que las vinculan a un ámbito territorial, en una visión de desarrollo contemporáneo; con particular atención a la influencia que ejercita la cercanía al mar sobre los sistemas urbanos. El objetivo es delinear, gráficamente, esquemas de modelos a través de una operación de abstracción hecha sobre polígonos definidos por el proyecto CORINE Land Cover 2000; asignar, a cada esquema, valores numéricos a diferentes escalas, después de clasificar grupos distintos de asentamientos urbanos por medio de análisis estadísticos; reflexionar, finalmente, sobre los perímetros efectivos de interacción territorial entre los modelos definidos, puesto que, a lo largo de la costa mediterránea, los límites municipales se van difuminando a causa de las nuevas dinámicas urbanizadoras. Además se pretende estudiar conceptos como difusión y fragmentación urbana, “dibujando” dichos patrones de modelos de urbanización reconocibles sobre el territorio y estableciendo criterios de lectura lógico-conceptual de los fenómenos de desarrollo urbano., The work is presented as a reflection as a "form" of different cities typologies and proximity the relationships that bind a territorial basis, in a contemporary vision of development, with particular attention to the influence of urban systems close to the sea. The objective is to delineate, graphically schemes models through an operation of abstraction made on sites identified by Land Cover dataset of CORINE project for year 2000; allocate to each scheme, different scales of numerical values, after classifying different urban settlements groups by means of statistical analyses; showing, finally, on the effective perimeters the interaction between defined spatial models, because, along the Mediterranean coast, the municipal boundaries are blurring by the affect of the new dynamics developers. In addition seeks discussing concepts such as dissemination and urban fragmentation, "drawing" various patterns of recognizable urbanization models over the territory and establishing criteria for reading logical conceptual of the urban development phenomena.
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Determinazione del fabbisogno del personale per lo smistamento bagagli all'aeroporto di linate per SEA handling

  • Guimerà Busquets, Judit
La seguente relazione è il risultato del tirocinio presso l’azienda SEA Handling all’aeroporto Enrico Forlanini di Linate. Il lavoro, durato dal 19 Febbraio al 31 Maggio 2007, è stato effettuato l’ufficio del R.U.O. (Responsabile Unità Organizzativa) smistamento bagagli di Linate. L’attività svolta ho avuto come oggetto la previsione dei fabbisogni delle figure professionali operanti allo smistamento bagagli e, successivamente, sull’ottimizzazione del loro assegnamento tale da coprire i valori di fabbisogno ottenuti. Ciò è stato fatto sviluppando un programma in excel, che tramite una serie di calcoli, prende i dati dell’anno scorso ed elabora le curve dei fabbisogni di un giorno, in modo tale di prevedere gli assegnamenti e così essere in grado di coprirla tutta. Il fatto di lavorare in contatto diretto con l’operativo, sommato alla grande disponibilità di tutto il personale, mi è servito per conoscere a fondo tutti gli aspetti relativi alla gestione dello smistamento bagaglio ed ai voli in piazzale. In più, è stata un’opportunità per scoprire il funzionamento vero e proprio di un aeroporto. La relazione è divisa in 4 capitoli: il primo è descrittivo della realtà di Linate, per fare conoscere il sistema aeroportuale attraverso la storia dello scalo e l’analisi del sistema costituito dal gestore, dall’handler e dalle compagnie aeree; gli altri capitoli riguardano il progetto sviluppato e, quindi, trattano la gestione del personale dell’handler aeroportuale. Più avanti nel testo, si analizza non soltanto il programma usato e dei sistemi informatici su cui questo è basato, ma anche gli impegni delle figure professionali operanti nello smistamento bagaglio per conto di SEA Handling. Dopo aver esposto tutto lavoro effettuato si presenta una riflessione su tutta l’attività 9 portata a termine, sulle problematiche emerse e le difficoltà incontrate e su eventuali sviluppi futuri.
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Progetto strutturale di un edificio in cemento armato

  • Rivas López, Carlos Javier
Consulta en la Biblioteca ETSI Industriales (7904)
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Trattamento di sedimenti contaminati da gasolio mediante ossidazione chimica con persolfato attivato

  • Ferrero Vila, María José
Consulta en la Biblioteca ETSI Industriales (7932), [ita] Il gasolio, come quasi tutti gli idrocarburi, è un prodotto della distillazione frazionata del petrolio greggio, oppure dal cracking (operazione attraverso la quale gli idrocarburi di maggior peso molecolare sono frammentati in presenza di un catalizzatore). È una miscela contenente idrocarburi alifatici (anche ciclici) da 13 a 18 atomi di carbonio. Rientra, in genere, nella categoria degli oli combustibili leggeri, pur non possedendo caratteristiche proprie degli oli. Generalmente è composto per il 60-90% da alcani, 5-40% da composti aromatici e 0-10% da alcheni. Spesso, però, ad esso vengono aggiunti degli additivi per migliorarne e differenziarne le caratteristiche, al fine di soddisfare le specifiche richieste del mercato.
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Proyecto estructural de un edificio residencial en hormigón armado

  • López Gómez, Javier
Consulta en la Biblioteca ETSI Industriales (7818)
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Simulazione cinetica d'un impianto a fanghi attivi

  • Pérez Briones, Aurora
Consulta en la Biblioteca ETSI Industriales (7781), [IT] La depurazione è il sistema tecnologico che si realizza e si attiva per eliminare dai corpi liquidi e gassosi sostanze estranee o inquinanti. Si svolge un processo composto da una serie di azioni programmate di carattere meccanico, fisico e biologico. La depurazione dell'acqua occupa uno spettro molto ampio: ¿ Potabilizzatori per acque destinate all'impiego civile (sedimentazione, desalinizzazione, abbattimento dei batteri, eccetera) ¿ Acque destinate all' agricoltura (desalinizzazione,..) ¿ Trattamento delle acque reflue industriali, ad esempio con tecnologia dell'elettroflottazione Le attività sociali, produttive e ricreative, principalmente in ambito urbano, richiedono ed utilizzano una grande quantità di acqua. La conseguenza diretta dell'utilizzo dell'acqua è la produzione di scarichi che, per poter essere restituiti all'ambiente, devono necessariamente essere sottoposti ad un trattamento depurativo. Le acque reflue urbane, che in passato contenevano quasi esclusivamente sostanze biodegradabili, presentano attualmente maggiori problemi di smaltimento a causa della presenza sempre più ampia di composti chimici di origine sintetica, impiegati prevalentemente nel settore industriale. Il mare, i fiumi ed i laghi non sono in grado di ricevere una quantità di sostanze inquinanti superiore alla propria capacità auto depurativa senza vedere compromessa la qualità delle proprie acque ed i normali equilibri dell'ecosistema. E' evidente quindi la necessità di depurare le acque reflue attraverso sistemi di trattamento che imitino i processi biologici che avvengono naturalmente nei corpi idrici (la depurazione risulta però molto più veloce negli impianti rispetto ai corsi d'acqua, grazie alla tecnologia ed all'energia impiegata). Il trattamento del refluo è tanto più spinto quanto più i corpi idrici recettori (mari, fiumi, laghi, etc.) risultano a rischio di inquinamento permanente.
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Studio del comportamento ad impacto di lamiere revestite mediante smalto porcellanato

  • Hernández Sansaloni, Santiago
Consulta en la Biblioteca ETSI Industriales (7613), [IT] In questo progetto la materia di studio è la simulazione numerica del comportamento di un smalto vitreo-ceramico quando è stato impactato con il metodo di elementi finiti. In particulare della simulazione numerica dell¿impatto è l¿influenza delle tensione interne fatte nel processo di manufactura e smaltato dei componenti. Questo smalto si utilizza per ricoprire metalli. Le proprietà che migliorano nel componente è maggiore protezione, resistenza meccanica e termico, estetico, ecc. L'uso dello smalto porcellanato è molto importante in alcuni applicazioni e processi industriali, per queste ragioni lo studio del comportamento ad impatto di lamiere smaltate può essere molto utile per definire le proprietà meccaniche del sistema per il suo posteriore uso industriale.
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